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Quale stazione di energia alimenta una pompa di drenaggio durante un blackout?

Una pompa di drenaggio assorbe da 700 a 1.200 W mentre gira, ma gira solo quando il pozzetto si riempie: mediamente intorno al 15% del tempo. La questione della capacità è quindi modesta, e una stazione da due chilowattora copre molte ore di cicli normali. Il requisito duro è l’avviamento: il motore chiede per un istante alcune volte la sua potenza di marcia, e il picco di spunto decide se la stazione funziona o no.

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Prima di tutto: una batteria non è un piano antiallagamento

Questo sito fa aritmetica su potenze e capacità. Non è un idraulico, non è il produttore della pompa e non ha visto la cantina in questione. Dove un guasto all’aspirazione significa acqua in casa, la valutazione va fatta da un professionista, e le istruzioni del produttore della pompa hanno la precedenza su qualsiasi cosa scritta qui.

Una stazione di energia copre un caso preciso: manca la corrente, la pompa è sana e serve tenerla in funzione per qualche ora. Non copre la pompa che si guasta, il galleggiante bloccato, il tubo di mandata ostruito, la valvola di non ritorno che perde, né una portata d’acqua superiore a quella che la pompa smaltisce quando tutto funziona. In tutti questi casi la batteria è piena e la cantina si allaga lo stesso.

Chi dipende davvero da questa pompa dovrebbe considerare una soluzione dedicata, cioè una pompa di riserva con la propria batteria e il proprio galleggiante, e trattare la stazione di energia come il secondo livello di un piano, non come il piano.

Si parte dal picco, non dai wattora

Il motore di una pompa sommersa, nell’istante dell’avviamento, chiede una corrente molto superiore a quella di marcia. Su una pompa che a regime assorbe 900 W, il picco può arrivare a più volte quel valore per una frazione di secondo. Una stazione dimensionata sui watt di marcia va in protezione esattamente nel momento in cui serviva.

La cifra da guardare è quindi la potenza di picco dichiarata, e va guardata con margine abbondante. EcoFlow DELTA 3 Max dichiara 2 400 W in continuo e 4 800 W di picco. EcoFlow DELTA Pro 3 sale a 4 000 W continui e 8 000 W di picco. Su questo apparecchio, l’unità più piccola che sulla carta basterebbe non è la scelta giusta.

Una distinzione che qui è più importante che altrove: X-Boost di EcoFlow e Lifting Power di BLUETTI non sono cifre di picco. Alimentano un carico oltre la potenza nominale abbassando la tensione di uscita, il che va bene per una resistenza che scalda e non va bene per un motore a induzione, che con una tensione ridotta fatica ad avviarsi, scalda e può bloccarsi. Non vanno usate per far partire una pompa.

Poi la quota di funzionamento, che dipende dal tempo che fa

Il 15% usato qui descrive una situazione di normale infiltrazione: la pompa parte, svuota il pozzetto in poche decine di secondi e si ferma per diversi minuti. Con 900 W di riferimento, l’assorbimento medio è intorno ai 135 W e un’ora costa alla batteria poco meno di 160 Wh. Su quella base una stazione da due chilowattora copre più di mezza giornata.

Quel 15% però non è una costante: è una fotografia del meteo. Durante un temporale intenso, o nelle ore di scioglimento dopo una nevicata, la pompa può passare al 50% del tempo o restare praticamente sempre in funzione. In quel caso l’autonomia calcolata si divide per tre o per sei, e l’interruzione di corrente e il picco di pioggia tendono purtroppo a capitare insieme. Il calcolatore di autonomia permette di spostare la quota di funzionamento e di vedere subito quanto costa.

La regola pratica è dimensionare sul brutto, non sulla media: si stima quanto spesso parte la pompa nella peggiore mezz’ora di pioggia che si ricorda, e si usa quel valore.

Quello che la batteria consegna davvero

Stesse ipotesi, tre taglie. La riga da leggere è quella della pompa di drenaggio.

Intorno al chilowattora, al limite

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W20 h 43 min
Apparecchio CPAP45 W19 h 21 min
Router e modem15 W58 h 2 min
Televisore90 W9 h 40 min
Forno a microonde1200 W0 h 44 min

Sui due chilowattora

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W41 h 27 min
Apparecchio CPAP45 W38 h 41 min
Router e modem15 W116 h 3 min
Televisore90 W19 h 21 min
Forno a microonde1200 W1 h 27 min

Taglia da temporale lungo, espandibile

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W82 h 54 min
Apparecchio CPAP45 W77 h 22 min
Router e modem15 W232 h 6 min
Televisore90 W38 h 41 min
Forno a microonde1200 W2 h 54 min

Le ore in tabella presuppongono la quota del 15%. Con una pioggia seria vanno lette come una frazione di quel valore. E vanno lette insieme al picco: un’unità che compare in tabella con ore accettabili ma senza margine di avviamento, in pratica, consegna zero ore.

Tre unità con il margine di picco per provarci

EcoFlow DELTA 3 Max è la soglia d’ingresso ragionevole: 4 800 W di picco, 10 ms di commutazione perché la pompa non resti scoperta nell’istante in cui la rete cade, ed Non espandibile. La scheda completa è su questa pagina.

EcoFlow DELTA Pro 3 è la scelta di chi vuole margine e non discussioni: 4 096 Wh di capacità, 4 000 W di potenza continua ed Espandibile fino a 12 000 Wh. Pesa 51,5 kg, quindi è un’unità che si posiziona una volta sola e resta dov’è.

BLUETTI Apex 300 porta 7 680 W (Lifting Power) di picco, 2 764,8 Wh di capacità ed Espandibile: è l’opzione per una pompa grande o per una casa in cui la stessa unità deve coprire anche altro. La scheda intera è su questa pagina.

Nota pratica sull’impianto italiano: molte pompe sono collegate a una presa dedicata in cantina, spesso su una linea protetta a parte. Se l’unità scelta ha prese Schuko, una spina di tipo L non ci entra senza adattatore, e l’adattatore va portato lì e lasciato lì.

Prima del temporale, non durante

Tutto ciò che rende utile questa pagina va fatto quando non serve.

  • Provare l’avviamento. Una sera qualsiasi, collegare la pompa alla stazione e farla partire, per sapere se quel motore su quella unità parte davvero.
  • Collegarla prima. Con la funzione di continuità la stazione sta stabilmente tra la presa e la pompa e subentra da sola. Collegare a mano vuol dire scendere in cantina al buio, e scoprire l’acqua invece di prevenirla.
  • Tenerla carica. Una batteria lasciata a metà per mesi è metà del piano. Chi usa l’unità come riserva dovrebbe ricaricarla con una cadenza fissa.
  • Non condividere. Durante un temporale la stazione fa una cosa sola. Il frigorifero può aspettare.
  • Sapere quanto dura. Un valore stimato con la quota di funzionamento del giorno peggiore dice se servono ore o se serve un’altra soluzione.

Poi si legge la targhetta della propria pompa

Le potenze usate qui sono punti di partenza comuni, non misure. La targhetta della pompa dà la potenza assorbita, e spesso anche la corrente nominale: moltiplicata per 230 V restituisce un valore utilizzabile. Quello che la targhetta quasi mai indica è la corrente di avviamento, che è la cifra decisiva, ed è la ragione per cui su questo apparecchio va comprato margine invece di precisione.

Restano due correzioni generali. Il freddo riduce la capacità utilizzabile e molte unità si rifiutano di caricare sotto zero, il che conta perché le cantine sono fredde. E la durata dichiarata in cicli è riferita a una percentuale di capacità residua, comunemente l’80%, a volte il 70%. Le ipotesi complete del sito sono nella pagina sul metodo. Per qualsiasi cosa riguardi il rischio di allagamento, la parola che conta è quella di un professionista, non quella di una tabella.

Domande frequenti

Una stazione di energia riesce ad avviare una pompa di drenaggio?

Se ha margine di picco sufficiente, sì. Il motore chiede per un istante alcune volte la sua potenza di marcia, quindi la cifra da guardare è la potenza di picco dichiarata, non la capacità. È una verifica che va fatta a tempo sereno, collegando la pompa e facendola partire, non durante un temporale.

Per quante ore una batteria tiene in funzione una pompa?

Con 900 W di riferimento e una quota di funzionamento del 15%, la media è intorno ai 135 W e una stazione da due chilowattora copre più di mezza giornata. Con una pioggia intensa la quota può triplicare o peggio, e quelle ore si riducono nella stessa proporzione. Va dimensionato sul giorno peggiore.

Si può usare X-Boost o Lifting Power per una pompa più grande?

No. Quelle funzioni alimentano oltre la potenza nominale abbassando la tensione di uscita, e va bene per un carico resistivo. Un motore a induzione a tensione ridotta fatica ad avviarsi, assorbe di più, scalda e può bloccarsi. Per una pompa serve una cifra di picco vera, cioè una tolleranza breve alla corrente di avviamento.

È meglio una pompa di riserva a batteria dedicata?

Per chi dipende davvero dal drenaggio, sì. Una pompa di riserva ha il proprio galleggiante e parte da sola anche se il guasto è nella pompa principale, non solo nella rete elettrica. Una stazione di energia copre solo la mancanza di corrente. Le due cose si sommano bene, ma non si sostituiscono, e la scelta va fatta con un professionista.

La stazione subentra da sola quando manca la corrente?

Solo se ha una funzione di continuità ed è già collegata tra la presa e la pompa. In quel caso lascia passare la rete finché c’è e passa a batteria in millisecondi. Senza quella funzione, qualcuno deve scendere in cantina e collegare a mano, ed è esattamente lo scenario che si voleva evitare.