
Scegliere una stazione di energia per attraversare un blackout
Conviene scrivere per prima cosa la lista di quello che deve davvero restare acceso: di solito frigorifero e congelatore, il circolatore della caldaia, il router e un apparecchio medicale se c’è. Si dimensiona intorno al frigorifero, che assorbe molto meno di quanto la targhetta suggerisca, e poi si guarda il tempo di commutazione, che decide se qualcosa si accorge del taglio.
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Prima la lista, poi la scheda tecnica
L’istinto è chiedersi quanta parte della casa può reggere una stazione di energia. È la domanda sbagliata, e porta a comprare enormemente troppo oppure niente. La domanda giusta è quali utenze non possono davvero restare senza corrente, e per quanto.
Per la maggior parte delle famiglie la lista onesta è corta. Frigorifero e congelatore, perché il contenuto vale più dell’elettricità. Il router e un telefono, perché restare isolati peggiora tutto il resto. Abbastanza luce per muoversi in sicurezza. Un apparecchio CPAP o un altro dispositivo medicale, dove c’è, che sale subito in cima. E d’inverno il circolatore della caldaia, che è l’utenza che quasi nessuno mette in lista e che assorbe pochissimo.
Vale la pena notare che cosa non c’è in quella lista. Riscaldamento elettrico, cottura, acqua calda e climatizzazione sono i carichi che rendono una casa vivibile, e sono anche quelli che nessuna unità portatile regge per un tempo utile. Una stufetta elettrica da sola svuota un pacco grande in un paio d’ore. Conviene mettere in conto di cucinare sul gas e di coprirsi, e spendere la capacità sul frigorifero.
In Italia i tagli hanno due stagioni, e non si assomigliano
Vale la pena sapere che tipo di interruzione si vuole coprire, perché l’unità giusta cambia.
L’estate. Le ondate di calore sono il momento in cui la rete di distribuzione lavora al limite, perché mezzo paese accende il condizionatore nelle stesse ore. I guasti estivi in città sono spesso locali, sulla cabina o sul cavo interrato di un quartiere, e possono durare qualche ora nel momento peggiore, cioè con il frigorifero e il congelatore già in difficoltà per il caldo. Chi vive in una zona così dimensiona per il frigorifero in una giornata calda, non in una mite.
L’inverno e le zone rurali. Nei paesi di montagna, nelle campagne e in generale in fondo a una linea lunga, un temporale, una nevicata pesante o un albero caduto tolgono la corrente per mezza giornata o più, e la squadra arriva dopo aver sistemato i tratti che servono più utenze. Lì la domanda cambia: non è se si regge un’ora, è se si regge fino a sera con il circolatore della caldaia acceso.
Chi è nel secondo caso ha bisogno di capacità e di un modo per rifornirsi mentre la rete è ancora giù. Chi è nel primo ha bisogno soprattutto di una commutazione rapida e di ricaricare in fretta appena la corrente torna.
Il frigorifero fa meno paura della sua targhetta
Il frigorifero è il carico che si sbaglia più spesso, in entrambe le direzioni. Il compressore assorbe uno spunto breve all’avvio, molte volte il valore di funzionamento, ed è il motivo per cui un inverter sottodimensionato va in protezione. Ma una volta in moto assorbe poco, e lavora solo per circa un terzo di ogni ora.
Quella quota di tempo è l’unica ipotesi che decide davvero una stima di autonomia. Trattato come un carico continuo, il frigorifero fa concludere che una stazione di energia sia inutile. Trattato correttamente, un’unità di taglia media copre un’interruzione lunga senza affanno.
Qui sotto le autonomie calcolate per la EcoFlow DELTA 3 Max sull’insieme di apparecchi di riferimento.
| Apparecchio | Assorbimento tipico | Autonomia stimata |
|---|---|---|
| Frigorifero | 120 W | 41 h 27 min |
| Apparecchio CPAP | 45 W | 38 h 41 min |
| Router e modem | 15 W | 116 h 3 min |
| Televisore | 90 W | 19 h 21 min |
| Forno a microonde | 1200 W | 1 h 27 min |
Due accortezze che non costano nulla. Tenere le porte chiuse: un frigorifero pieno e non aperto tiene la temperatura per ore da solo, quindi il compressore lavora meno e la stima qui sopra migliora. E portare il congelatore alla temperatura più bassa prima di un temporale annunciato, perché un blocco di roba surgelata è una riserva di freddo a sé stante.
La potenza impegnata del contatore, il limite che sorprende tutti
Questo punto riguarda l’Italia più di quasi ogni altro paese, e va capito prima di comprare. Il contratto domestico più diffuso ha una potenza impegnata di 3 kW, con una tolleranza modesta e un limitatore che stacca quando la si supera troppo a lungo. Non è un dettaglio burocratico: è un tetto fisico su quanto si può prelevare tutto insieme.
La conseguenza pratica arriva alla fine del blackout, non durante. Appena la corrente torna, la tentazione è attaccare la stazione e ricaricarla alla massima velocità. Una unità grande in ricarica rapida si prende una fetta consistente di quei 3 kW, e se nel frattempo partono il forno, la lavatrice, il boiler elettrico o il piano a induzione, il limitatore scatta e la casa resta di nuovo al buio. Con il frigorifero già provato dal taglio, è l’epilogo peggiore.
La soluzione è nelle impostazioni dell’unità e non nell’acquisto. Quasi tutte permettono di abbassare la potenza di ricarica dalla rete, e quella è la modalità giusta in un appartamento a 3 kW: si ricarica di notte, o in una fascia in cui non gira nient’altro di pesante. Vale la pena provarlo una volta con calma, per sapere a che livello si può lasciare l’unità senza pensarci.
Lo stesso vincolo conta quando si sceglie la taglia. Un pacco molto grande che la propria casa non riesce a riempire in fretta è un pacco che tra due tagli ravvicinati resta a metà: in quel caso un ingresso solare alto o una seconda unità valgono più di altri wattora.
Tempo di commutazione: che cosa comprano davvero quei millisecondi
Un’unità con funzione di continuità sta tra la presa a muro e gli apparecchi, lascia passare la rete e passa alla propria batteria quando la rete manca. Il tempo di commutazione dichiarato è quanto dura quel buco.
Computer fissi, router, console e apparecchi CPAP attraversano un buco di qualche decina di millisecondi senza accorgersene, perché i loro alimentatori hanno immagazzinato abbastanza energia per coprirlo. Su una rete a 50 Hz il margine è un po’ più largo che a 60 Hz, perché il periodo dura venti millisecondi invece di poco più di sedici, e un alimentatore è progettato per coprire all’incirca un periodo. È questo che compra una commutazione rapida: apparecchi che semplicemente continuano a funzionare invece di riavviarsi. Il ragionamento completo è in tempo di commutazione e modalità di continuità.
Quello che non compra è la protezione di tutta la casa. La funzione di continuità protegge le cose attaccate a quella stazione e nient’altro. Collegarla ai circuiti dell’abitazione è un lavoro diverso, con un commutatore e un elettricista, e non è una cosa da improvvisare.




Motori, pompe e i due tipi di picco
Tutto ciò che ha un motore assorbe uno spunto nell’istante in cui parte: frigorifero, congelatore, circolatore della caldaia, pompa dell’autoclave o del pozzo. La caratteristica che copre quello spunto è il picco di spunto, ed è qui che nella stessa riga della scheda finiscono due numeri molto diversi.
Un picco di spunto classico è una tolleranza breve a quella corrente di avviamento, a piena tensione. È la cifra da leggere quando in lista c’è una pompa.
Lifting Power di BLUETTI e X-Boost di EcoFlow sono un’altra cosa. Alimentano un apparecchio oltre la potenza nominale dell’unità abbassando la tensione che gli forniscono. Su un carico resistivo, dove meno tensione significa solo che il calore arriva più lentamente, funziona: un bollitore, una piastra, una stufetta. Su un motore no. Un motore alimentato sotto tensione assorbe più corrente, scalda di più e può bloccarsi, e alimentare sotto tensione dell’elettronica o un apparecchio medicale non vale il rischio. Quando in lista c’è una pompa o il circolatore della caldaia, si confrontano potenza continua e picco classico, e la cifra maggiorata si considera irrilevante per quella decisione.
Il condizionatore, senza giri di parole
In estate la domanda è sempre la stessa, ed è giusto rispondere in modo netto: no, nessuna stazione di energia portatile tiene acceso un condizionatore per una notte. Uno split domestico o un pinguino da pavimento assorbono centinaia di watt in continuo, per ore, e questa combinazione svuota anche i pacchi più grandi di questo catalogo in una frazione della notte. È esattamente l’apparecchio che si vorrebbe far funzionare durante un blackout estivo, ed è esattamente quello che non funziona.
Quello che funziona con un consumo trascurabile è un ventilatore, a soffitto o da terra. Sposta aria invece di raffreddarla, e in un blackout serale fa la differenza tra una stanza vivibile e una no, con una frazione dei watt. Nella stessa logica, tapparelle chiuse durante il giorno e finestre aperte la sera fanno un lavoro che nessuna batteria di questa taglia può comprare.
Chi vuole verificarlo per il proprio apparecchio può mettere la potenza letta sulla targhetta dati nel calcolatore di autonomia, tenendo la quota di funzionamento alta come è giusto per un condizionatore in una giornata calda. Il risultato chiude la discussione senza bisogno di credere a nessuno.
Quanto dura il taglio, e l’unità può crescere
Un’interruzione di qualche ora e una di tre giorni sono due acquisti diversi. I tagli brevi sono un problema di frigorifero e di router, e un’unità di taglia media li risolve del tutto. Le interruzioni lunghe dopo un temporale sono un problema di energia, e la risposta è un pacco molto più grande, uno espandibile, oppure un modo di riempirlo mentre la rete è ancora giù.
Il rifornimento conta più di quanto si pensi. Senza rete restano due strade: un impianto solare, che funziona se il blackout non è causato dallo stesso maltempo che porta le nuvole, e l’auto, la cui presa dà un filo di corrente invece di una ricarica. Nessuna delle due è veloce. Un’unità che accetta un ingresso solare alto vale soldi veri per chi abita in una zona esposta, e non vale niente per chi ha tagli da due ore.
L’espansione è la copertura contro l’errore. Se la risposta onesta su quanto durano i propri blackout è che non si sa ancora, un’unità che accetta una seconda batteria lascia che sia il primo inverno a rispondere, senza che l’errore costi tutta la macchina.
Tre unità per tre tipi di interruzione
Un taglio breve, un paio di volte all’anno. La EcoFlow DELTA 3 Max immagazzina 2 048 Wh, eroga 2 400 W di potenza continua e commuta in 10 ms. È Non espandibile, quindi la capacità è quella del giorno dell’acquisto. Si riempie dalla presa di casa in 1,1 ore, quindi è di nuovo pronta in fretta quando la rete torna. Su un contratto da 3 kW conviene comunque impostarla sulla ricarica ridotta.

Un’unità che vive in attesa per anni. La BLUETTI Elite 200 V2 immagazzina 2 073,6 Wh con 2 600 W di potenza continua e commuta in 15 ms. Le sue celle sono dichiarate per 6 000 cicli a 80% di capacità residua e accetta fino a 1 000 W di solare, che è la cifra che conta quando la rete resta giù per giorni. È Non espandibile.

Elite 200 V2 BLUETTI Elite 200 V2
Interruzioni lunghe, o una casa con carichi veri. La BLUETTI Apex 300 immagazzina 2 764,8 Wh ed eroga 3 840 W di potenza continua, cioè copre apparecchi che le altre due non reggono. È Espandibile e accetta fino a 2 400 W di solare, che è il modo di attraversare un’interruzione di giorni invece di subirla. Con 38,0 kg è un’installazione che resta dove la si mette, e la comprano le persone a cui la corrente manca per giorni e non per ore.

Apex 300 BLUETTI Apex 300
Conservarla bene, e provarla prima di averne bisogno
L’errore più comune è tenere l’unità in un garage o in una cantina non riscaldata. Il freddo riduce la capacità disponibile e quasi tutte le unità si rifiutano di caricare sotto zero, quindi il pacco viene conservato nel posto peggiore proprio per l’interruzione invernale per cui è stato comprato. Va tenuta nella parte abitata della casa.
Il secondo errore è non usarla mai. Un pacco lasciato intatto per anni è un pacco che nessuno ha verificato. Una o due volte all’anno vale la pena staccare il frigorifero dalla presa, farlo andare dall’unità per un pomeriggio e guardare che cosa succede davvero. È una prova che si esegue in casa propria, e vale più di qualunque cifra su una scheda tecnica.
Prima di comprare, conviene mettere il proprio frigorifero, il router e l’eventuale apparecchio medicale nel calcolatore e leggere le ipotesi che mostra. Poi si può confrontare chi resta in gara sulle pagine di confronto, dove le differenze che contano qui stanno una accanto all’altra, e leggere la guida per l’appartamento se il problema è soprattutto di spazio e di vicini.
Domande frequenti
Una stazione di energia può alimentare tutta la casa?
Attraverso le prese a muro no. Unità di questa taglia alimentano apparecchi collegati direttamente a loro. Portare corrente ai circuiti dell’abitazione richiede un commutatore e un elettricista, e solo le unità più grandi di questo catalogo sono pensate per un’installazione del genere. Per quasi tutte le famiglie attaccare direttamente frigorifero e router è il piano sensato.
Ricaricarla fa scattare il contatore?
Può succedere su un contratto domestico da 3 kW, se la ricarica va al massimo mentre girano forno, lavatrice o piano a induzione. Quasi tutte le unità permettono di ridurre la potenza di ricarica dalla rete: impostata così, e possibilmente di notte, il problema sparisce. Vale la pena provarlo una volta prima di averne bisogno.
Tiene acceso il computer fisso e la connessione?
Sì, ed è il caso in cui il tempo di commutazione si guadagna il posto in scheda. Un buco di qualche decina di millisecondi resta dentro a quello che l’alimentatore di un computer copre da solo, tanto più su una rete a 50 Hz, dove il periodo dura venti millisecondi. Un router assorbe pochissimo, quindi la connessione regge quanto regge il pacco.
Regge un condizionatore durante un blackout estivo?
No, e non lo regge nessuna unità di questa categoria per un tempo utile. Sono centinaia di watt in continuo per ore, cioè la combinazione peggiore per una batteria. Un ventilatore consuma una frazione e cambia davvero la serata. È la rinuncia più difficile da accettare di tutta questa categoria, ed è meglio saperla prima di comprare.
E il circolatore della caldaia?
È uno dei casi migliori. Assorbe pochissimo in funzionamento, quindi l’energia in gioco è modesta, e tenere in circolo l’acqua calda cambia una serata invernale. La parte impegnativa è lo spunto del motorino all’avvio: si confronta l’assorbimento di targa con la potenza continua e lo spunto con un picco classico, non con una modalità che abbassa la tensione.