
Quale stazione di energia tiene online router e modem durante un blackout?
Router e modem insieme assorbono da 8 a 25 W in modo continuo, una quantità trascurabile per qualsiasi stazione dotata di presa. Un’unità da un quarto di chilowattora tiene online un impianto domestico per gran parte di una giornata, e una da un chilowattora per giorni. La domanda vera non è la capacità: è quanto in fretta la stazione subentra alla rete e quanto spreca il suo inverter senza fare nulla.
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Un carico minuscolo cambia quello che conta
Un router domestico moderno sta tra 6 e 15 W. Un modem separato, dove c’è ancora, aggiunge qualche watt. Questo sito lavora con 15 W complessivi, dentro un intervallo da 8 a 25 W che copre sia l’apparecchio unico fornito dall’operatore sia l’impianto con router, ONT della fibra e uno switch. La quota di funzionamento è il 100%: queste scatole non si fermano mai.
Quindici watt su una batteria da un chilowattora, anche togliendo le perdite di conversione, sono giorni interi. È il motivo per cui su questa pagina la capacità smette di essere la domanda interessante. Chi vuole restare connesso durante un blackout non ha un problema di wattora: ha un problema di continuità, di consumo parassita e, spesso, di linea a monte.
Conviene fare l’inventario di quello che sta davvero sul mobile. Router, ONT, un ripetitore, un decoder, un telefono fisso cordless: sommati arrivano tranquillamente in cima all’intervallo, e il totale reale si legge sulle targhette dati dei singoli alimentatori.
Il consumo a vuoto dell’inverter è il secondo apparecchio nascosto
Una stazione di energia che eroga 230 V tiene acceso l’inverter anche quando la presa è quasi scarica di lavoro. Quel circuito consuma per conto suo, in genere qualcosa tra i cinque e i quindici watt secondo la taglia dell’unità. Su un carico da 1.500 W è rumore di fondo. Su un router da 15 W è un raddoppio del consumo, e l’autonomia calcolata si dimezza rispetto all’aritmetica ingenua.
Quasi nessun produttore dichiara questa cifra, e il sito non la inventa. Il modo di aggirarla, però, è concreto: alimentare il router dall’uscita in corrente continua della stazione invece che dalla presa a 230 V. Molti router usano un alimentatore a 12 V, la stessa tensione dell’uscita accendisigari, e un cavo con il connettore giusto elimina sia la conversione sia il circuito che la produce. Su una piccola unità questo può trasformare mezza giornata in una giornata intera.
Il cavo però va scelto con attenzione: tensione corretta, polarità corretta, corrente sufficiente. Un alimentatore a 12 V non è intercambiabile con uno a 9 V solo perché il connettore entra. Chi non è sicuro resta sulla presa in alternata e compra capacità, che costa meno di un apparecchio bruciato.
Che cosa dicono i numeri
Le tabelle applicano le stesse ipotesi a tre taglie. La riga da leggere è quella di router e modem.
Taglia da scrivania
| Apparecchio | Assorbimento tipico | Autonomia stimata |
|---|---|---|
| Frigorifero | 120 W | 5 h 47 min |
| Apparecchio CPAP | 45 W | 5 h 24 min |
| Router e modem | 15 W | 16 h 12 min |
| Televisore | 90 W | 2 h 42 min |
| Forno a microonde | 1200 W | 0 h 12 min |
Taglia da casa, intorno al chilowattora
| Apparecchio | Assorbimento tipico | Autonomia stimata |
|---|---|---|
| Frigorifero | 120 W | 20 h 43 min |
| Apparecchio CPAP | 45 W | 19 h 21 min |
| Router e modem | 15 W | 58 h 2 min |
| Televisore | 90 W | 9 h 40 min |
| Forno a microonde | 1200 W | 0 h 44 min |
Taglia da interruzione lunga
| Apparecchio | Assorbimento tipico | Autonomia stimata |
|---|---|---|
| Frigorifero | 120 W | 41 h 58 min |
| Apparecchio CPAP | 45 W | 39 h 10 min |
| Router e modem | 15 W | 117 h 30 min |
| Televisore | 90 W | 19 h 35 min |
| Forno a microonde | 1200 W | 1 h 28 min |
La conclusione pratica è che quasi tutto il catalogo basta, e abbondantemente. Questo sposta la scelta su altre voci: quanto in fretta l’unità commuta, quanto consuma a vuoto, e se ha un’uscita in continua utilizzabile. Comprare capacità qui è il modo meno efficiente di spendere, a meno che sulla stessa unità non debbano finire anche un portatile e un televisore.
La commutazione è la specifica che decide
Un router che si spegne per due secondi si riavvia, e un riavvio costa molto più di due secondi: la sincronizzazione della linea può chiedere un paio di minuti, e nel frattempo la videochiamata è caduta comunque. Per questo la cifra da guardare è il tempo di commutazione, non i wattora.
Il meccanismo è semplice. La stazione con funzione di continuità sta stabilmente tra la presa a muro e gli apparecchi: finché la rete c’è, la lascia passare e nel frattempo si mantiene carica; quando la rete cade, passa a batteria in millisecondi. Gli alimentatori a commutazione di router e ONT hanno abbastanza riserva interna da non accorgersi di un passaggio dichiarato intorno ai dieci o venti millisecondi.
Dove il produttore non dichiara nessun tempo di commutazione, non conviene dare per scontato che la cosa funzioni. E resta un limite che nessuna batteria risolve: se il blackout riguarda anche la centrale o l’armadio stradale, la linea è giù a prescindere. La copertura dati del telefono, in quel caso, è il piano di riserva vero.
Tre unità per tenere la casa collegata


C1000 Gen 2 Anker SOLIX C1000 Gen 2

Elite 200 V2 BLUETTI Elite 200 V2
EcoFlow RIVER 3 Plus è la taglia proporzionata al problema: 286 Wh bastano a coprire più di una giornata di sola connettività, la commutazione dichiarata è 10 ms e pesa 4,7 kg, cioè sta dietro al mobile del salotto senza diventare un mobile a sua volta. In più è Espandibile fino a 858 Wh.
Anker SOLIX C1000 Gen 2 ha senso se sulla stessa unità devono finire anche il portatile e qualche lampada: 2 000 W di potenza continua e 10 ms di commutazione. È la scelta di chi lavora da casa e vuole che un’interruzione non interrompa la giornata. Il caso del computer è trattato su questa pagina.
BLUETTI Elite 200 V2 è sovradimensionata per un router e lo è di proposito: 2 073,6 Wh e 1 000 W di ingresso solare la rendono l’unità che, durante un’interruzione lunga, tiene insieme connessione e frigorifero.
Controllare il proprio mobile
Le potenze usate qui sono punti di partenza comuni, non misure degli apparecchi che si hanno in casa. Ogni alimentatore ha una targhetta dati con tensione, corrente e spesso la potenza. Il numero stampato è il massimo assorbibile, non il consumo reale, quindi sommando le targhette si ottiene una stima prudente: l’autonomia effettiva sarà migliore.
Vale la pena guardare anche le spine. Diverse di queste unità escono con prese Schuko, e una spina italiana di tipo L a spinotti sottili non ci entra senza adattatore: gli alimentatori piccoli degli apparecchi di rete sono spesso proprio di quel tipo. Una ciabatta di buona qualità risolve, ma va provata prima. Il resto delle ipotesi è nella pagina sul metodo.
Domande frequenti
Per quanto tempo una stazione di energia tiene su la connessione?
Con 15 W di riferimento, un quarto di chilowattora copre gran parte di una giornata e un chilowattora copre diversi giorni. La cifra reale dipende molto dal consumo a vuoto dell’inverter, che su un carico così piccolo può pesare quanto gli apparecchi. Alimentando dall’uscita in continua, l’autonomia migliora sensibilmente.
Il modem si riavvia quando cade la corrente?
Sì, se l’alimentazione si interrompe davvero, e il riavvio costa spesso qualche minuto di risincronizzazione della linea. È il motivo per cui conta la funzione di continuità: la stazione resta collegata tra il muro e gli apparecchi e subentra da sola, senza che nessuno se ne accorga.
Conviene alimentare il router dall’uscita in corrente continua?
Quando la tensione corrisponde, sì: si evitano la conversione e il consumo a vuoto dell’inverter, e su un carico da pochi watt questo è quasi un raddoppio di autonomia. Va però usato un cavo con tensione, polarità e corrente corrette. In caso di dubbio si resta sulla presa a 230 V.
Serve a qualcosa se è giù la linea, non la casa?
No. Se l’interruzione riguarda anche l’infrastruttura dell’operatore, il router resta acceso e la connessione non c’è. La batteria protegge la rete locale e gli apparecchi di casa, non la linea a monte. Per quello il piano di riserva è la copertura dati del telefono.
La stessa stazione può alimentare anche un computer portatile?
Senza problemi: un portatile aggiunge qualche decina di watt e quasi tutte queste unità hanno un’uscita USB-C di potenza sufficiente a caricarlo senza passare dall’inverter. Il calcolo completo è su la pagina dedicata al portatile.