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Quale stazione di energia alimenta un televisore, e per quante ore?

Un televisore assorbe da 50 a 150 W e li assorbe in modo continuo mentre è acceso, senza nessuna quota di funzionamento che addolcisca la cifra. Con i 90 W usati qui, una serata di quattro ore costa alla batteria circa 425 Wh. Una stazione da mezzo chilowattora copre quella serata, una da un chilowattora ne copre due o tre. A cambiare il risultato è tutto quello che sta collegato accanto allo schermo.

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Lo schermo è la metà piccola del problema

Un televisore da salotto di diagonale media, con l’impostazione di fabbrica, sta intorno agli 80 o 100 W. Questo sito lavora con 90 W come cifra di riferimento, dentro un intervallo da 50 a 150 W che copre sia un apparecchio piccolo da cucina sia uno schermo grande e luminoso. La quota di funzionamento è il 100%: finché è acceso, tira.

Il problema è che nessuno guarda un televisore da solo. Sul mobile ci sono spesso un decoder o un ricevitore satellitare, una soundbar, una console, un lettore, a volte un amplificatore. Ciascuno aggiunge da pochi watt a diverse decine, e una console da gioco sotto carico può da sola superare lo schermo. Una serata che sulla carta costava 425 Wh, con il contorno acceso, ne costa facilmente il doppio.

Il calcolo onesto si fa quindi sull’insieme, non sul televisore. Si sommano le targhette dati degli apparecchi che si accendono davvero insieme, e quella somma va nel calcolatore di autonomia al posto dei 90 W.

Tre taglie, una serata alla volta

Stesse ipotesi, capacità diverse. La riga da leggere è quella del televisore.

Una serata

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W10 h 22 min
Apparecchio CPAP45 W9 h 40 min
Router e modem15 W29 h 1 min
Televisore90 W4 h 50 min
Forno a microonde1200 W0 h 22 min

Due o tre serate

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W15 h 33 min
Apparecchio CPAP45 W14 h 30 min
Router e modem15 W43 h 31 min
Televisore90 W7 h 15 min
Forno a microonde1200 W0 h 33 min

Una settimana di serate

ApparecchioAssorbimento tipicoAutonomia stimata
Frigorifero120 W20 h 43 min
Apparecchio CPAP45 W19 h 21 min
Router e modem15 W58 h 2 min
Televisore90 W9 h 40 min
Forno a microonde1200 W0 h 44 min

La progressione è lineare, perché lineare è l’aritmetica. Quello che cambia con la taglia non è il televisore ma quello che gli sta intorno: un’unità piccola regge lo schermo e poco altro, una da un chilowattora regge schermo, decoder, soundbar e la lampada del salotto senza che nessuno debba fare scelte.

Sui carichi piccoli l’inverter costa caro

Novanta watt sono un carico modesto per un inverter dimensionato per migliaia. Il rendimento non è però costante: un inverter lavora al meglio verso metà del suo campo e peggio agli estremi. Il sito usa l’85% per tutti i carichi in alternata, ed è un’ipotesi dichiarata perché quasi nessun produttore pubblica una curva. Su un carico piccolo, quella cifra è probabilmente ottimista.

Si aggiunge poi il consumo a vuoto, cioè quello che l’inverter assorbe per il fatto stesso di essere acceso, tipicamente qualche watt fino a una quindicina secondo la taglia dell’unità. Su un televisore da 90 W può valere un decimo del consumo, e su un decoder lasciato acceso da solo può valere di più dell’apparecchio. Il suggerimento pratico è banale ma efficace: quando la serata finisce, si spegne anche la stazione.

Tenerlo presente porta a una conclusione contro l’intuito: su un carico piccolo, una stazione molto grande non è sempre più efficiente di una media, perché il suo inverter ha un consumo a vuoto più alto. La capacità in più resta capacità in più, ma non tutta finisce nello schermo.

Tre unità adatte a un televisore

EcoFlow RIVER 2 Max è proporzionata a una serata: 512 Wh di capacità e 500 W di potenza continua, cioè abbastanza per schermo e decoder, non per l’amplificatore. Ha senso in camper o in una seconda casa, dove la sera è il carico principale.

BLUETTI AC70 è il passo intermedio: 768 Wh, 1 000 W di potenza continua e 500 W di ingresso solare. Regge lo schermo con tutto il contorno e si ricarica in una giornata di sole. La scheda completa è su questa pagina.

Anker SOLIX C1000 Gen 2 serve quando la stessa unità deve fare altro durante un’interruzione: 2 000 W continui e 10 ms di commutazione. In quel caso vale la pena leggere anche la pagina su router e modem, perché la connessione costa molto meno dello schermo e dura molto di più.

Nota sulle prese: diverse di queste unità hanno uscite Schuko, e una spina di tipo L a spinotti sottili non ci entra senza adattatore. Le ciabatte dei mobili televisivi sono quasi sempre di tipo L.

Ridurre il consumo dello schermo

Su questo apparecchio i margini di risparmio sono reali e si trovano quasi tutti nel menu.

  • Abbassare la retroilluminazione. È la voce che sposta di più. Una modalità pensata per un negozio consuma molto più di una calibrata per un salotto, e in una stanza normale la differenza non si vede.
  • Spegnere quello che non serve. Un decoder acceso mentre si guarda da un’applicazione interna al televisore è consumo puro.
  • Attenzione ai contenuti in alta dinamica. Un film in HDR fa lavorare il pannello molto più di un programma normale, e su uno schermo grande la differenza è nell’ordine di decine di watt.
  • Considerare uno schermo piccolo. Durante un’interruzione, un televisore da cucina o un tablet consumano una frazione e danno la stessa informazione.
  • Spegnere la stazione a fine serata. L’inverter acceso a vuoto continua a consumare, e nessuno se ne accorge finché la batteria non è vuota al mattino.

Poi si guarda la targhetta del proprio televisore

I 90 W usati qui sono un punto di partenza comune, non una misura dell’apparecchio che si ha in salotto. La targhetta dati sul retro riporta la potenza assorbita, che però è il valore massimo: nell’uso normale il consumo reale è spesso più basso. L’etichetta energetica europea dà invece un consumo per mille ore in modalità acceso, e diviso per mille restituisce direttamente una potenza media più realistica.

Restano due correzioni generali. Il freddo riduce la capacità utilizzabile della stazione, il che conta in camper fuori stagione. E la durata dichiarata in cicli è riferita a una percentuale di capacità residua, comunemente l’80%, a volte il 70%, quindi un’unità a fine vita dichiarata rispetta la sua specifica e consegna comunque meno di quando era nuova. Tutte le ipotesi sono elencate nella pagina sul metodo.

Domande frequenti

Per quante ore una stazione di energia alimenta un televisore?

Con 90 W di riferimento e il rendimento dell’inverter ipotizzato all’85%, mezzo chilowattora copre circa quattro ore, un chilowattora ne copre una decina. Il numero cala in fretta se sulla stessa unità finiscono anche decoder, soundbar o una console, che sommati possono valere quanto lo schermo.

Un pannello OLED consuma più di uno LED?

Dipende dall’immagine. Un OLED consuma poco su scene scure e molto su scene chiare a piena luminosità, mentre un pannello a retroilluminazione è più costante. Su una serata mista le due tecnologie finiscono vicine, e resta l’impostazione della luminosità la voce che sposta davvero il consumo.

Un videoproiettore è un’alternativa più leggera?

Di solito no. Un proiettore domestico luminoso sta nella parte alta dell’intervallo o la supera, e ci si aggiunge quasi sempre un impianto audio separato. I modelli portatili a batteria sono un discorso diverso, perché sono pensati proprio per consumare poco, ma con una resa luminosa inferiore.

Conviene alimentare il televisore dall’uscita in corrente continua?

Solo se si tratta di un apparecchio piccolo con alimentatore esterno a bassa tensione, tipico dei modelli da cucina o da camper. In quel caso si evitano la conversione e il consumo a vuoto dell’inverter. Un televisore da salotto con alimentazione a 230 V integrata deve passare dall’inverter, e non c’è scorciatoia.

Che cos’altro dovrebbe condividere la stazione durante un blackout?

La connessione, prima di tutto: router e modem costano pochissimo e danno molto. Un computer portatile si carica via USB-C senza toccare l’inverter. Il frigorifero è l’altro carico che vale la pena proteggere, e su un’unità sola conviene decidere in anticipo la precedenza invece di improvvisarla al buio.